Dalle sale bingo alla sigaretta elettrica

Una volta aprivano le sale bingo, nascevano come funghi ad ogni crocevia, anche nelle grandi città. All’inizio si diceva uno svago per famiglie. Ci si dava appuntamento lì, si arrivava tutti in macchina e si prendeva posto attorno ai tavoli rotondi. Si osservavano le famiglie degli altri tavoli in attesa del prossimo giro, mentre le assistenti in divisa ti davano istruzioni e gettavano ogni tanto l’occhio alla lavagna luminosa. C’era sempre il cugino fortunato che vinceva, sempre lui, proprio come al tombolone di natale. E tu pensavi ma che ci sono venuto a fare, è solo un gioco, pensa questi bingo quanti soldi fanno.
Per la clientela affezionata le sale bingo sono in periferia, lontano dai vicini e dagli occhi degli amici. Noi, persi in tutto 20 €, decidiamo che può anche andare bene così la nostra esperienza delle sale bingo.
Passa qualche anno, o forse no, ed è la volta dei ristoranti giapponesi, quelli che paghi 15€ e ‘mangi quello che vuoi’, dei centri massaggi thailandesi, vetrine giganti in pieno centro, dal colore fucsia delle orchidee per i defunti con la bella facciona di una thailandese stesa in relax. Solo 30€ con possibilità di abbonarsi. Di ritorno dalla thailandia mi dico “perché no” e entro, ce n’è uno sotto casa, per fissare un appuntamento. Due trans mi guardano strane, io non ci torno. E tempo dopo vedo un’inchiesta in tv. Una cosa seria.
Chissà quanti soldi fanno. 15€ e mangi quello che vuoi. Ai miei tempi una cena al giapponese era un lusso. Adesso il salmone si fabbrica.
La crisi fa chiudere i negozi, tranne le banche e nuovi “bingo” crescono. Ieri vedo altri esercizi nati come funghi a 50m l’uno dall’altro: una catena per la depilazione definitiva: “solo 36€ a seduta” ascelle inguine mento gambe e ti fanno anche il trattamento anti rughe e per il seno florido. Il cartello in vetrina è ben in vista, ti vergogni quasi a leggerlo.  Ma tutta l’area ricevimento è bene in vista dalla strada. Si direbbe uno studio medico, all’interno, con tanto di diplomi, in numero 6, attaccati al muro. Saranno tutti medici? Oltre quella porta, bianca come tutto, ci saranno i macchinari della giovinezza, quelli che ti portano nel futuro come fosse ieri.
Infine, senza dimenticare i “Compro oro”, a cui io venderei anche incenso e mirra, fioriti come erbaccia ovunque da sud a nord… mi accorgo di questi piccoli pertugi colorati, che non capisci neanche per sbaglio che cosa siano finché non ti ci piazzi davanti a perlustrarli con finta indifferenza. Siamo in centro a Milano.

Ti vendono la sigaretta elettrica.

Entra, prova e vedrai: risparmi, non rinunci al piacere del fumo e guadagni in salute.
Mi avvicino meglio alla vetrina perché non le vedo ‘ste sigarette, le vorrei vedere. Una velina mi guarda dall’interno: cavolo sarà una commessa d’assalto – mi ritraggo, riprendo la mia marcia. Ci provo più avanti. Tanto ce ne sono altri a pochi passi. Chissà quanti soldi.

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