Il raggio verde

Gli incantesimi si rompono. Hai un bel da fare a negartelo, accade così, che si rompono.
Ieri al tavolo accanto al nostro mi riempie la gioia vuota di vedere una famiglia giovane, unita, con una bimba che, silenziosa, mi guarda.
Questa sera si avvicina alla mia sedia, mentre mi allontano per dedicare una fotografia melensa al mio amore, amore, che non è con me, è altrove. E ciò è naturale. Serena, è così che si chiama, mi indica gli albatros. Si alternano ai gabbiani in volo sulla riva. Si ferma a fissare il sole fucsia, che sta per sparire, in attesa del raggio verde.
Le rayon vert.
Mi chiedo perché resto anch’io a fissare quella macchia di colore fucsia.
La serata si rallegra con lo spumante, mi chiedono se sono una danzatrice, cosa che mi fa piacere di una stupida vanità nel mio più bel vestito. Curiosa, m’interesso di loro tre. Sono uniti di quell’unione normale, convenzionale, che vive tutto dal più buio nero al sole di queste mattine d’estate. Chiudo gli occhi, penso all’incantesimo che si è rotto. Penso al coraggio delle “vite che non sono la mia”. Penso di aver bisogna adesso di tutta la mia forza per non lasciarmi ingoiare dalla Luna.
Il raggio verde stasera non si è visto.
Luna, eccomi.

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